Galleria Lorcan O’Neill new space

Rome

Il 4 Luglio a Roma ha inaugurato il nuovo spazio della Galleria Lorcan O’ Neill. Non potevamo mancare in questo giorno così importante per tutti coloro che svolgono uno splendido lavoro in questa galleria e che sono ormai nostri amici da anni.
Raggiungo mio padre a Roma il pomeriggio precedente all’inaugurazione. La sera siamo invitati da dei collezionisti nella loro magnifica casa nel cuore di Roma: l’antico appartamento dal sapore romano è adornato da opere di arte contemporanea di carattere museale, che rendono l’ambiente unico.
Il giorno seguente ci concediamo una rilassante passeggiata per la città – è sempre bella Roma- e perché no anche un salto al Palazzo delle Esposizioni per vedere la mostra dedicata a Pasolini, dal suo arrivo nella capitale italiana fino alla tragica e misteriosa morte.

Nel tardo pomeriggio passiamo in albergo per cambiarci e ci avviamo verso la galleria. Appena arrivati siamo accolti, nel giardino antistante l’ingresso, da una magnifica fontana raffigurante Venere, e non posso non pensare quanto sia incredibile questa città, cui ogni angolo nasconde un tesoro. Gli spazi espositivi della nuova sede, che diventerà ora quella principale, si trovano nel cuore del centro storico della città, in quelle che un tempo erano le scuderie di Palazzo Santacroce e comprendono due ampie sale, una stanza per le visite private e un appartamento con uno splendido terrazzo.

Arrivata ora di cena andiamo a mangiare con degli amici in un ristorante di cucina tipica romana “L’evangelista”. Con ancora in bocca il sapore dei carciofi al mattone più buoni che abbia mai mangiato, andiamo alla festa organizzata dalla galleria nello storico locale di Roma “Gilda”.
Ho scoperto che Richard Long è un ballerino scatenato, ma ancora più di lui un inaspettato Anselm Kiefer! Quella notte non facevo che pensare alla serata appena conclusa: ho ballato con due dei miei miti, artisti che fin da bambina sognavo di incontrare, ma mai avrei immaginato che un giorno avrei condiviso con loro la pista da ballo.
E’ proprio vero quando dicono che la vita riesce sempre a sorprenderti.

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La mostra allestita in occasione dell’inaugurazione comprende i lavori di tre grandi artisti: Richard Long, Jeff Wall ed Enrico Castellani.
La Galleria Lorcan O’Neill aprì nel 2003 proprio con una mostra dedicata a Richard Long, seguita subito dopo da una dedicata a Jeff Wall, mentre i lavori di Enrico Castellani vengono presentati per la prima volta dalla galleria.

Figura fondamentale nel panorama dell’arte contemporanea europea, Enrico Castellani si distingue nel contesto dell’ avanguardia e del minimalismo. Tratto distintivo della sua produzione artistica è la manipolazione della superficie della tela con lo scopo di creare un’ alterazione nella percezione dello spazio. Emblematici in questo senso sono i lavori Superficie, presenti in mostra, dove Castellani rende tridimensionale la superficie di tele monocrome attraverso l’uso di punte che la modellano dal retro, creando un gioco di luci e ombre.

La ricerca dell’artista inglese Richard Long si inserisce nell’ambito della Land Art, che lo vede come uno dei suoi più grandi protagonisti. Realizzando opere incentrare su una stretta relazione con la natura e il paesaggio, Long estende le possibilità della scultura per quanto riguarda non solo i metodi ma anche la scelta del materiale. In occasione della mostra l’artista realizza Carrara Cross: irregolari pietre di marmo bianco provenienti dalle cave di Carrara formano un’imponente croce che dialoga con lo spazio della galleria.

Il canadese Jeff Wall è considerato uno dei più importanti ed influenti fotografi contemporanei. Le sue fotografie, la maggior parte delle quali di imponenti dimensioni, potrebbero apparentemente sembrare dei momenti di vita quotidiana strappati dalla macchina fotografica , ma celano in realtà un meticoloso lavoro di composizione che comprende l’allestimento di veri e propri set.
Una delle fotografie presentate in mostra rappresenta un’eccezione in questo senso. Essendo presente per l’occasione, domando a Jeff Wall in persona come avesse realizzato la fotografia che mi aveva colpito appena entrata in galleria e che rappresentava un gruppo musicale intento a intrattenere il pubblico sul palcoscenico di un locale semi vuoto. Wall mi racconta che in realtà questo particolare scatto non è una situazione fittizia e costruita, ma reale, immortalata dal fotografo in modo impeccabile. Ciò che l’aveva colpito era la concentrazione, l’energia e la passione che i musicisti stavano mostrando nonostante fossero il pubblico di loro stessi.

  • Isa

    Credo che la croce di Long se potessi me la porterei a casa