Gallery crawl in Hong Kong

Art Basel HK 2015

Viaggiare all’inseguimento delle fiere d’arte ti regala l’impagabile possibilità di trovarsi nelle varie città del mondo in un momento di puro e implacabile fermento. Prendiamo Art Basel Hong Kong: la camaleontica metropoli asiatica si riempie di interessanti mostre ed eventi nelle varie gallerie di arte contemporanea, ma non solo questo. Il lato più interessante di questo vagabondaggio per gallerie, è stato notare come questi spazi siano strutturati così diversamente rispetto ad un contesto europeo. In una città dalla sembianze di un alveare che raccoglie edifici su edifici, che a loro volta raccolgono persone su persone, non si può certo pensare che le gallerie abbiano un loro spazio separato dal tutto il contesto urbano. Proprio tutto il contrario. La maggior parte di esse si trova infatti in veri e propri condomini o grattaceli per uffici, e le loro mura protrebbero accogliere tranquillamente una casa o la scrivania di qualche broker, magari quello della porta accanto. Una città che si sviluppa in altezza insomma, anche per quanto riguarda le gallerie.

Iniziamo il giro nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per le opening.
La prima tappa è Pearl Lam, galleria che prende il nome dalla sua fondatrice e che si ritiene essere la più potente ed affermata in territorio asiatico. La mostra presenata in occasione di Art Basel è dedicata all’artista cinese Qin Yufen, nata nel 195 e che fin dalla fine degli anni ’70 crea sulle sue tele percorsi fatti di colore e forme astratte. La calligrafia, considerata tradizionalmente in Cina una vera e propria forma d’arte, è un altro universo esplorato da Qin Yufen, in una chiave che unisce la mentalità occidentale, assorbita dopo anni trascorsi in Germania, alla cultura del suo passe natale.

A pochi gradini di distanza da Pearl Lam ecco la famigerata Gagosian Gallery che ospita una personale dedicata a Rudolf Stingel.
La chiara luce del sole asiatico risplende tra gli spazi della galleria riflettendosi su geometrici pannelli dorati, estrapolati attraverso il calco delle pareti di due dei più grandi musei al mondo: il Museum of Contemporary Art di Chicago e il Whitney Museum di New York. Nel 2007 questi due spazi hanno ospitato una delle più famose installazioni Stingel, dal carattere “partecipativo”. In tale occasione infatti le pareti dei musei sono state ricoperte da uno strato di Celotex, un particolare tipo di alluminio duttile e riflettente su cui visitatori potevano scrivere, disegnare o semplicemente graffiare la superficie di questi panelli come volevano. L’effetto specchio creato è duplice: da un lato scientificamente lo speattore si trova riflesso sulla superficie, dall’altro si trova a dover affrontare i pensieri di sconosciuti, fino a conoscerne i più intimi segreti.

Sempre nello stesso edificio, Pedder Building (che a questo punto penso sia considerato una specie di mecca per gli amanti dell’arte contemporanea), la galleria Hanart TZ ospita la personale di XU Longsen, artista cinese tra i protagonisti di questa edizione di Art Basel. I suoi paesaggi riprendono i dipinti a inchiostro così cari alla tradizione cinese, ricollocandoli in un contesto contemporaneo. Le montagne rappresentate nelle sue carte possono avere dimensioni mastodontiche, tanto che quando le ammiri ti sembra quasi di essere davvero davanti a un gigante di roccia.

Ultima tappa la galleria Eduardo Malingue, i cui spazi sono stati interammeti occupati dal progetto dell’artista cinese Wang Wei dal titolo “Two Rooms”. Un’opera immersiva, che fa cadere lo spettatore nel mondo animale riporducendo gli sfondi utilizzati nelle gabbie che fanno da casa alle scimmie in cattività cresciute negli zoo. L’essere umano diventa così bestia; davanti a se paesaggi infiniti eppure allo stesso tempo così costrittivi, proprio come una prigione in cui non abbiamo scelto di stare.

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Un altro lato davvero positivo delle fiere d’arte sono le feste! Dopo le varie inaugurazioni andiamo tutti quanti a bare un drink nel bellissimo Ozone Sky Lounge che consiglio vivamente a tutti. Si trova nel rooftop del prestigioso hotel Ritz Carlton, da cui la vista sull’isola e sulla baia di Hong Kong è da lasciare senza fiato!
Per quanto riguarda le discoteche, una delle più famose in città è Volar club, in cui siamo andati per la festa ufficiale di Art Basel. La via in cui è situato il locale (Aguilar Street, Central) è piena di bar e altre discoteche, la musica risuona in tutta la strada.. non potete non passare di li nel weekend.

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